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LaRepubblica.it Parla dell’Evento “Meet US”

Il prestigioso quotidiano online “LaRepubblica.it” ha dedicato un articolo a Meet US, l’evento digitale della  Italy-America Chamber of Commerce Southeast pensato per le  PMI italiane dei settori arredo e agroalimentare interessate ad accedere al mercato americano. 

Meet Us, organizzato nella cornice del progetto Business Expert Channel, presenterà esperti di settore e testimonianze di manager ed imprenditori che dialogheranno sui più importanti aspetti strategici e operativi relativi all’espansione su un mercato di grande importanza per l’export italiano come quello degli USA.  L’evento, gratuito ed in lingua italiana, si terrà nelle date 21, 22 e 23 aprile.

Di seguito riportiamo l’articolo di Repubblica.it

#ItalyAmericaChamberSoutheast #PMI #MEETUS #ItalyUSATrade 

Con la campagna vaccinale che prosegue senza gli intoppi su forniture e logistica che si registrano al di qua dell’Atlantico, gli Stati Uniti sono proiettati sulla strada della ripresa post-pandemica. Negli ultimi giorni le stime relative al Pil 2021 sono state alzate al +6,5%, un livello da mercati emergenti, e questo fa tornare prepotentemente il Paese a stelle e strisce tra i più promettenti per l’export italiano.

L’iniziativa

È in questo contesto che la Camera di Commercio Italiana a Miami (Italy-America Chamber of Commerce Southeast) sta preparando un evento digitale, dedicato alle Pmi italiane interessate ad accedere al mercato degli Stati Uniti, con un focus specifico sui settori arredo-casa e agroalimentare.

Nel 2020 il valore totale delle nostre esportazioni nel settore arredamento ed edilizia è stato di 2,6 miliardi di dollari, inferiore dell’8,4% rispetto al 2019. Ma la ripresa è attesa già per quest’anno, con una prospettiva di crescita quinquennale nell’ordine del 24,4% sulla scia di un nuovo impulso edilizio e di una maggiore attenzione che i consumatori daranno alle proprie case anche come luogo di lavoro.

Quanto all’agroalimentare, è l’unico settore del nostro export che non ha registrato flessioni dovute alla pandemia, tanto che il 2020 si è chiuso con vendite per 5,52 miliardi, in progresso del 2,5% sul 2019. Prodotti come vino, olio d’oliva, pasta, formaggi, acque minerali e aceti importati dall’Italia hanno mantenuto una salda posizione di leadership sul mercato locale, che andrà confermata continuando a puntare sull’innovazione.

L’iniziativa, accessibile gratuitamente e in lingua italiana, vedrà il coinvolgimento di esperti del settore e testimonianze di manager e imprenditori che dialogheranno sui più importanti aspetti strategici e operativi relativi all’espansione su un mercato di grande importanza per l’export italiano come quello americano, che è il terzo acquirente di prodotti made in Italy dopo Germania e Francia.

Tre giornate

Il calendario si snoderà in tre giornate:

21 aprile ore 15:00 – 18:30 con un seminario sul settore arredo-casa e sul contract;

22 aprile ore 15:00 – 18:30 con un seminario sul settore agroalimentare, vini e bevande;

23 aprile ore 15:00 – 19:00, quando è in programma un one-on-one meeting tra Pmi registrate e gli esperti invitati come relatori.

Quanto a questi ultimi, sono stati selezionati tra i più importanti avvocati, commercialisti e professionisti che operano negli Stati Uniti. Tratteranno tematiche relative alle questioni commerciali, doganali, amministrative, finanziarie e fiscali legate all’espansione di un’attività imprenditoriale nel Paese

La partecipazione delle Pmi italiane include la sessione informativa del settore di pertinenza e la giornata di incontri individuali con i relatori. Maggiori informazioni e modalità di iscrizione sono disponibili sul sito

MEET US: L’evento digitale per le PMI Italiane

La Camera di Commercio Italiana a Miami (Italy-America Chamber of Commerce Southeast) presenta un esclusivo evento, su piattaforma digitale, dedicato alle PMI italiane interessate ad accedere al mercato degli Stati Uniti, con un focus specifico sui settori arredo-casa ed agroalimentare.

L’evento, gratuito ed in lingua italiana, presenterà esperti di settore e testimonianze di manager ed imprenditori che dialogheranno sui più importanti aspetti strategici e operativi relativi all’espansione su un mercato di grande importanza per l’export italiano come quello degli USA. Gli Stati Uniti, infatti, dopo Germania e Francia rappresentano il terzo compratore di prodotti italiani per un valore di 49,5 miliardi di dollari nel 2020. 

Una terza giornata conclusiva -organizzata su una piattaforma digitale all’avanguardia- sarà dedicata agli incontri individuali in modalità speed meeting tra le PMI registrate e gli esperti: un’esclusiva opportunità di consulto mirato alle proprie esigenze.

Programma dell’evento 

  • 21 aprile ore 15:00 – 18:30 seminario su settore arredo-casa e contract
  • 22 aprile ore 15:00 – 18:30 seminario su settore agroalimentare, vini e bevande
  • 23 aprile ore 15:00 – 19:00 one-on-one meeting tra PMI registrate e gli esperti invitati come relatori

I relatori

relatori dell’evento sono stati selezionati dalla nostra Camera di Commercio tra i più qualificati avvocaticommercialisti e professionisti che operano negli Stati Uniti. Tratteranno tematiche relative alle questioni commercialidoganaliamministrativefinanziarie e fiscali legate all’espansione di un’attività imprenditoriale negli Stati Uniti. Parteciperanno in qualità di testimonial, alcuni imprenditori italiani che hanno già investito in modo strutturato nel mercato americano, per condividere con il pubblico esperienze utili, strategie che hanno contribuito al loro successo ed anche errori commessi. 

Iscrizioni 

La partecipazione delle PMI italiane è gratuita ed include la sessione informativa del settore di pertinenza e la giornata di incontri individuali con i relatori. Maggiori informazioni e modalità di iscrizione sono disponibili sul sito: https://bec.iaccse.com/meet-us/

Le prospettive del settore arredo negli USA

Negli USA, l’Italia detiene la sesta posizione tra i fornitori stranieri di prodotti d’arredo, ed una leadership nel segmento lusso. Nel 2020 il valore totale delle nostre esportazioni nel settore arredamento ed edilizia è stato di 2.599 milioni di dollari. A causa della crisi determinata dal Covid-19 si è registrata una flessione dell’8,4% rispetto al 2019.  

Nonostante questa battuta d’arresto, si prevede che il mercato americano del settore arredo-casa e contract crescerà di ben il 24,4% nei prossimi cinque anni sulla scia di un nuovo impulso edilizio e di una maggiore attenzione che i consumatori daranno alle proprie case anche come luogo di lavoro. Per il 2025 si prevede che il volume d’affari del settore arredo negli USA raggiunga la cifra di 145 miliardi di dollari (primo mercato al mondo). 

L’impatto della generazione dei millennials, che rappresenta il 22% della popolazione ed è quindi il più grande gruppo generazionale tra i consumatori statunitensi, si fa sentire per quanto riguarda una maggiore attenzione alla modularità e all’acquisto di prodotti le cui materie prima sono ricavate attraverso lavorazioni sostenibili e rinnovabili. In particolare, il mercato dell’arredo esterno, il più attento ai temi della sostenibilità, è quello che sta crescendo maggiormente: si stima che nei prossimi anni possa raggiungere un valore totale di 23 miliardi di dollari.

Le prospettive del settore agroalimentare negli USA

L’agroalimentare italiano è l’unico settore del nostro export che non ha registrato flessioni dovute alla pandemia.Infatti le esportazioni di cibi e bevande “Made in Italy” verso gli Stati Uniti è aumentata del 2,5% tra 2019 e 2020 raggiungendo 5.519 milioni di dollari. Prodotti quali vino, olio d’oliva, pasta, formaggi, acque minerali, aceti importati dall’Italia hanno mantenuto una salda posizione di leadership sul mercato USA. 

Fondamentale per la competitività dei nostri prodotti sarà l’investimento per assicurarne la reperibilità online. Anche per i prodotti alimentari gourmet il canale e-commerce sta assumendo un’importanza sempre maggiore.  Le nuove frontiere del marketing agroalimentare negli Stati Uniti toccano le tematiche care al consumatore moderno, quali i prodotti biologicigluten-free e con packaging sostenibili e riciclabili. Tutto questo è legato all’avvento della generazione cosmopolita dei millennial come maggiore fascia di consumatori negli USA. Una generazione molto più attenta delle precedenti alla qualità ed ecosostenibilità’ dei prodotti. 

Da sottolineare anche il nuovo scenario in ambito commerciale. La nuova amministrazione Biden-Harris ha annunciato la sospensione temporanea dei dazi doganali sui prodotti agroalimentari, dando quindi ancora più ossigeno e offrendo nuove opportunità agli operatori del settore. 

Per maggiori informazioni si prega di contattare: marketing@iacc-miami.com

 

Nexus: quando un reddito è tassabile a livello di uno stato americano

Articolo a cura di: Dott. Giuseppe Brusa, GC Consultants

Una premessa importante deve essere fatta per introdurre i concetti fiscali di cui vogliamo trattare in questo breve articolo.

Gli Stati Uniti sono una federazione di 50 Stati e un Distretto, tutti con un proprio e distinto ordinamento fiscale in aggiunta e separato da quello Federale.

Detto questo, come conseguenza del verdetto della Corte Suprema nell’Ottobre 2018 nel caso “Quill”, la possibilità, per gli Stati della Federazione americana di imporre la loro legislazione fiscale anche su entità non presenti in quello Stato, è diventata molto più semplice e l’esposizione a questo rischio da parte delle società è aumentato esponenzialmente.

Il concetto di “Nexus” si rifà a quello di connessione, che, nel contesto dell’applicazione delle imposte statali, si riferisce al diritto costituzionale che deve essere riscontrato perché’ uno stato della Federazione possa applicare le proprie regole fiscali ad una entità che operi transazioni commerciali all’interno dei confini dello Stato stesso.

A complicare ulteriormente la materia del contendere, uno Stato può considerare una organizzazione, legalmente costituita al di fuori dei propri confini e al di fuori dagli U.S.A., soggetta alle proprie imposte , anche se a livello Federale la stessa società è protetta da imposizione  Federale nel caso non esista una presenza attraverso stabile organizzazione sul territorio degli U.S.A.

Per cui , per esempio, possiamo riscontrare situazione dove una società “ straniera”- una S.p.a. italiana-che e’ protetta grazie al trattato USA-Italia per la definizione del concetto di stabile organizzazione e che presenta in forma protettiva dichiarazione fiscale federale a zero, possa però essere soggetta a imposizione statale sul reddito o sulle Sales Tax.

Storicamente il concetto di “Nexus” veniva applicato dai vari Stati in caso di connessione “fisica” con lo Stato. Proprietà di beni nello Stato o la presenza di personale che presta servizi o sollecita attività commerciale nello Stato sono esempi di presenza fisica e “nexus” in quello Stato.

Con la sentenza “Quill” dell’Ottobre 2018 questo concetto di “nexus” si è allargato ad un “Nexus economico”: vale a dire anche alle situazioni in cui una società è presente in quel mercato statale solo con le proprie vendite, anche senza altra connessione “ fisica”.

In aggiunta, bisogna specificare che ogni Stato applica questo concetto di “economic nexux” con parametri diversi tra loro e nello stesso stato, per l’applicazione di questo concetto, vi sono diversità di parametri nel caso si tratti di corporate income tax (CIT) o di Sale Tax-Use Tax ( tasse statali indirette sulle vendite al consumatore finale di beni o servizi)

Per esempio:

Il New York State ha differenti definizioni per “economic nexus” che riguardi le corporate income tax o le sales tax.

Se un’entità, non registrata e non presente fisicamente nello stato di New York, vende più di $ 500,000 e ha più di 100 transazioni con clienti in New York State, rientra nella casistica di avere un “nexus economico” con lo Stato di New York per quanto riguarda le sales tax; mentre la stessa entità non ha un “nexus economico” con lo Stato di New York per quanto riguarda le corporate income tax fino a quando il volume di vendite in NYS non raggiunga $ 1,000,000.

Nell’intera Federazione sono solo tre gli S tati che non hanno ancora applicato nel loro ordinamento fiscale  il concetto di “economic nexux”, sia a livello di corporate income tax sia a livello di Sales Tax: questi Stati sono la Florida, il New Hampshire e il Missouri ( Delaware, Montana, e Oregon non hanno ordinamento e relativo alle sale tax)

E’ chiaro, per concludere, che la particolare configurazione fiscale degli Stati Uniti e dei suoi Stati richieda un’analisi sempre più necessaria delle varie connessioni sul territorio per applicare la corretta valutazione e “compliance” fiscale.

Il Sole 24 ORE Parla del Progetto “Business Expert Channel”

Il prestigioso quotidiano economico-finanziario “Il Sole 24 Ore” ha pubblicato, nella sua edizione di sabato 16 gennaio, un articolo su Miami e sulla crescente dinamicità economica dell’intero Southeast degli USA e anche di ciò che la Italy-America Chamber of Commerce Southeast sta facendo con il canale video-educational “Business Expert Channel” per accompagnare le PMI nel loro percorso di approccio a questo mercato strategico per il Made in Italy. La pandemia non ha fermato lo sviluppo urbanistico e gli investimenti in infrastrutture. Molte le imprese italiane protagoniste e tante opportunità per le nostre aziende.

#ItalyAmericaChamberSoutheast #Miami # BusinessExpertChannel #ItalyUSATrade

Bando “Linea Internazionalizzazione Plus” di Regione Lombardia.

Avv. Stefano Rossi, EXP Legal

È in fase di pubblicazione, da parte della Regione Lombardia – Finlombarda S.p.A., il nuovo bando «Linea Internazionalizzazione plus».

L’intervento, che mira a finanziare programmi integrati di sviluppo internazionale per potenziare e/o consolidare la presenza e la capacità di azione delle PMI lombarde nei mercati esteri, è stato strutturato in modo da poter rispondere in maniera efficace alle esigenze del tessuto imprenditoriale locale a seguito dell’insorgere della situazione di emergenza causata dalla pandemia da COVID-19.

Questo nuovo intervento prevede un contributo massimo di € 500.000, a copertura anche del 100% delle spese ammissibili, di cui l’80% sotto forma di finanziamento a tasso zero con durata compresa tra i 3 e i 6 anni, ed il restante 20% sotto forma di contributo a fondo perduto.

Tra le spese ammissibili:

  • partecipazione a fiere internazionali, anche virtuali;
  • istituzione temporanea di spazi espositivi all’estero; esposizioni virtuali;
  • azioni di comunicazione all’estero;
  • spese per lo sviluppo di siti web e per l’accesso a piattaforme on line, anche per l’e-commerce;
  • consulenze relative al progetto di internazionalizzazione;
  • spese per certificazioni estere;
  • spese per il personale dipendente impiegato nel progetto di internazionalizzazione, nella misura forfettaria del 20% del totale delle spese di cui ai punti precedenti;
  • spese generali forfettarie nella misura del 7% del totale delle spese di cui ai punti precedenti.

Le agevolazioni sono concesse a tutte le PMI, iscritte al Registro delle Imprese ed attive da almeno 24 mesi, con sede legale o operativa (attiva) in Lombardia, con esclusione di quelle operanti nei seguenti settori: agricoltura, attività immobiliari, attività finanziarie e assicurative.

L’importo minimo finanziabile è pari a € 40.000. Le domande saranno selezionate tramite una procedura valutativa a sportello, sino ad esaurimento fondi.

Come accaduto in occasione della precedente e analoga misura agevolativa, la gestione della procedura sarà affidata a Finlombarda S.p.A. e le modalità e le tempistiche per la presentazione della domanda saranno resi noti con il bando di prossima pubblicazione.

Lo Studio EXP Legal è a disposizione delle imprese, sin da subito, per la valutazione dei progetti di sviluppo estero e la presentazione delle domande di accesso al Bando «Linea Internazionalizzazione plus».

Contatta lo Studio EXP Legal per un primo consulto gratuito utilizzando la funzione “Contatta l’Esperto” presente all’interno della pagina  https://bec.iaccse.com/avv-stefano-rossi/

Il Southeast degli USA: un grande mercato dove le aziende italiane crescono.

Le attività della IACCSE si concentrano sugli Stati Uniti sud-orientali, una regione con una popolazione di 48 milioni di abitanti e un PIL totale di oltre 2.200 miliardi di dollari, che comprende i seguenti stati: Florida, Georgia, Carolina del Sud, Alabama, Mississippi e l’isola di Porto Rico.

Città come Miami, Atlanta, Orlando e Tampa rappresentano la forza trainante dell’economia regionale grazie al loro clima imprenditoriale innovativo e cosmopolita, al loro ruolo di importanti hub commerciali internazionali ed ai costi competitivi rispetto a città come New York, Los Angeles o San Francisco.

Per i suoi vantaggi competitivi la regione è diventata rapidamente la piattaforma ideale per le aziende italiane e altre multinazionali che conducono attività commerciali non solo negli Stati Uniti, ma anche in America Latina e nei Caraibi.

Attualmente i cittadini italiani che vivono e lavorano nel Southeast sono oltre 50.000.

Gli scambi commerciali tra Italia e Southeast hanno raggiunto gli otto miliardi di dollari nel 2019, con un surplus commerciale a favore del nostro paese di quasi tre miliardi di dollari.

Le esportazioni italiane hanno sfiorato nel 2019 il valore di 6 miliardi di dollari e sono in primo luogo legate al comparto dei macchinari industriali.  Segue poi il settore dell’occhialeria, gli autoveicoli, il comparto design e arredo, vini e liquori, ed il settore aereonautico ed aerospaziale.

Naturalmente le nostre esportazioni sono significative anche in altre categorie tipiche del Made in Italy come agroalimentare, nautica da diporto e gioielleria, soprattutto nel principale stato del Southeast: la Florida, uno stato che rappresenta la quarta realtà economica degli USA ed il terzo stato americano per popolazione con 21 milioni di residenti.

Sono oltre 250 le aziende italiane che hanno una presenza stabile nel Southeast degli USA sia con uffici commerciali che con siti produttivi. Si stima che queste aziende impieghino complessivamente oltre 12.000 addetti.

I dati fino al 2019 hanno fatto segnare un importante trend di crescita di tutti gli indicatori.

In 10 anni le esportazioni italiane verso gli Stati Uniti sono addirittura raddoppiate, passando dai 28 miliardi di dollari del 2010 ai 57 miliardi del 2019.

Il Southeast non fa eccezione ed anzi ha visto un trend di crescita ancora più marcato del resto degli USA ed accompagnato da un aumento della popolazione italiana residente che non ha paragoni (da 28.000 italiani registrati all’AIRE del Consolato di Miami nel 2014 ad oltre 47.000 nel 2020). Una popolazione formata da manager, ricercatori, liberi professionisti ma anche da tanti piccoli imprenditori che spesso hanno investito in attività nel campo del turismo, della ristorazione, del commercio e del real estate.   

La video guida per l'internazionalizzazione
delle PMI negli Stati Uniti

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